{"id":1123,"date":"2013-03-26T18:41:07","date_gmt":"2013-03-26T17:41:07","guid":{"rendered":"https:\/\/amblapaz.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2013\/03\/verdi200\/"},"modified":"2013-03-26T18:41:07","modified_gmt":"2013-03-26T17:41:07","slug":"verdi200","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/amblapaz.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2013\/03\/verdi200\/","title":{"rendered":"Verdi 200. Celebrazioni per il bicentenario dalla nascita di Giuseppe Verdi."},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Ambasciata d\u2019Italia in La Paz e il Circolo dell\u2019Unione di La Paz hanno il piacere di presentare un ciclo esclusivo di opere del grande compositore italiano Giuseppe Verdi.<\/p>\n<p>In occasione dei duecento anni dalla nascita di Verdi (10 ottobre 1813) la Regione Emilia Romagna in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri ha elaborato il progetto <em>Verdi 200<\/em>, che prevede la trasmissione in diretta e in differita delle opere verdiane pi\u00f9 famose.<\/p>\n<p>Ogni primo marted\u00ec del mese presso il Circolo dell\u2019Unione (Calle Aspiazu, 333 Tel. 2440604) potrete assistere alla proiezione esclusiva, in simultanea mondiale, di un\u2019opera messa in scena con cast d\u2019eccellenza presso gli incantevoli teatri della Regione. <br \/>Le celebrazioni si estenderanno sino a dicembre. Il primo semestre verranno rappresentante <em>Otello<\/em>, <em>Messa da Requiem<\/em>, <em>Rigoletto<\/em>, <em>Trovatore<\/em>, <em>Traviata<\/em>, <em>Aida<\/em>, <em>Trist\u00e1n<\/em>. Prossimamente verr\u00e0 pubblicato il calendario del secondo semestre.<br \/>Ogni mese, parallelamente alla proiezione, potrete assistere ad eventi, pranzi e conferenze su Giuseppe Verdi grazie alla collaborazione del Circolo dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Per seguire l\u2019evento potete visitare anche la pagina web: <a href=\"http:\/\/www.giuseppeverdi.it\">www.giuseppeverdi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Programma del ciclo Verdi200<\/strong><\/p>\n<p><strong>Otello<\/strong><br \/>Proiezione completa: marted\u00ec 2 aprile a ore 19:00<br \/>Cena e disquisizione sulle migliori arie dell\u2019opera: gioved\u00ec 16 maggio a ore 20:00<\/p>\n<p><strong>Messa da Requiem<br \/><\/strong>Proiezione completa: marted\u00ec 7 maggio a ore 19:00<\/p>\n<p><strong>Nabucco<\/strong><br \/>In omaggio alla Festa della Repubblica italiana<br \/>Proiezione completa: marted\u00ec 4 giugno a ore 19:00<br \/>Cena e disquisizione sulle migliori arie dell\u2019opera: mercoled\u00ec 17\u00a0luglio a ore 20:00<\/p>\n<p><strong>Rigoletto<\/strong><br \/>Proiezione completa: marted\u00ec 2 luglio a ore 19:00<br \/>Cena e disquisizione sulle migliori arie della trilogia popolare: gioved\u00ec 19\u00a0settembre a ore 20:00<\/p>\n<p><strong>Trovatore<\/strong><br \/>Proiezione completa: marted\u00ec 13 agosto a ore 19:00<br \/>Cena e disquisizione sulle migliori arie della trilogia popolare: gioved\u00ec 19\u00a0settembre a ore 20:00<\/p>\n<p><strong>Traviata<\/strong><br \/>Proiezione completa: marted\u00ec 3 settembre a ore 19:00<br \/>Cena e disquisizione sulle migliori arie della trilogia popolare: gioved\u00ec 19\u00a0settembre a ore 20:00<\/p>\n<p><strong>Balletto Aide e Tristan<br \/><\/strong>In omaggio al bicentenario della nascita di Richard Wagner<br \/>Proiezione completa: marted\u00ec 1 ottobre a ore 19:00<br \/>Cena e disquisizione sulle migliori arie dell\u2019opera: gioved\u00ec 17 ottobre a ore 20:00<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Otello (1887)<\/strong><\/p>\n<p>Per portare in scena l\u2019ampio spettro delle passioni assolute e devastanti descritte nel dramma shakespeariano, con una verit\u00e0 e immediatezza teatrale ancora pi\u00f9 schietta rispetto alle opere precedenti, Verdi si avvalse del genio anticonformista di Arrigo Boito, esponente di spicco della scapigliatura e artista fra i pi\u00f9 aggiornati della letteratura europea. <br \/>Nel 1871, con <em>Aida<\/em>, Verdi, al culmine di una vastissima popolarit\u00e0 internazionale, aveva deciso il ritiro definitivo dalle scene, ma fu Ricordi a convincere il compositore ormai anziano a tornare sui suoi passi per affrontare la sfida di un testo fra i pi\u00f9 inquietanti del teatro di prosa, dando vita a quello che oggi resta uno dei drammi in musica pi\u00f9 moderni e sconvolgenti.<\/p>\n<p>Dramma lirico in quattro atti dal Teatro Comunale \u201cLuciano Pavarotti\u201d di Modena<br \/>Direzione di Maurizio Barbacini<br \/>Produzione del Teatro Comunale di Modena<br \/>Libretto di Arrigo Boito dalla tragedia <em>Othello<\/em> di William Shakespeare<br \/>Musica di Giuseppe Verdi<\/p>\n<p>Personaggi e interpreti<br \/><em>Otello<\/em> Kristian Benedikt<br \/><em>Desdemona<\/em> Yolanda Auyanet\/Virginia Tola <br \/><em>Jago<\/em> Alberto Mastromarino<br \/><em>Cassio<\/em> Arthur Espiritu\/Cristiano Olivieri<br \/><em>Roderigo<\/em> Gianluca Bocchino<br \/><em>Lodovico<\/em> Enrico Turco<br \/><em>Montano<\/em> Matteo Ferrara<br \/><em>Emilia<\/em> Elena Traversi<br \/><em>Un<\/em> <em>Araldo<\/em> Stefano Cescatti<\/p>\n<p>Direzione Pier Francesco Maestrini\u00a0 <br \/>Scenografia Mauro Carosi<br \/>Costumi Odette Nicoletti<br \/>Luci Fiammetta Baldiserri<br \/>Maestro del coro Stefano Col\u00f2<\/p>\n<p>Orchestra Regionale dell&#8217;Emilia-Romagna<br \/>Coro Lirico Amadeus-Fondazione Teatro Comunale di Modena<br \/>Coro del Teatro Municipale di Piacenza<br \/>Scuola Voci Bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena<br \/>Allestimento del Teatro Regio di Parma<br \/>Coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Modena &#8211; Fondazione Teatri di Piacenza<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Messa da Requiem (1874)<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante Verdi si sia sempre rifiutato di comporre musica celebrativa, durante il corso della sua lunghissima carriera, in due occasioni fa eccezione e progetta la composizione di una messa per onorare degnamente la scomparsa di due grandi personalit\u00e0 della cultura italiana del suo tempo: Alessandro Manzoni e Gioacchino Rossini. La morte di Rossini giunge proprio in un momento particolare, quando cio\u00e8 sembrava che stesse venendo meno il secolare primato della tradizione operistica. L&#8217;interesse del pubblico si rivolgeva sempre pi\u00f9 spesso alla musica sia operistica che sinfonica di autori stranieri. Inoltre era opinione comune che bisognasse ricercare il nuovo attraverso l&#8217;abbandono della tradizione. Verdi reagisce a queste tendenze e propone, attraverso la sua musica, di onorare colui che era riconosciuto come il pi\u00f9 grande musicista italiano del secolo; d\u00e0 cos\u00ec vita, insieme ad altri 11 musicisti, al <em>Requiem per Rossini<\/em>. Al Maestro di Busseto viene assegnato il brano conclusivo <em>Libera me, Domine<\/em>. Il <em>Requiem<\/em> non viene per\u00f2 eseguito alla data stabilita, prevista per il 13 novembre 1869. Per due anni si continua a discutere della possibilit\u00e0 di eseguire la Messa, ma Verdi considera il progetto fallito, poich\u00e9 non si \u00e8 eseguita nel primo anniversario della morte di Rossini. Dopo pochi anni un&#8217;altra morte eccellente colpisce il Maestro di Busseto, quella dell&#8217;Autore de <em>I Promessi Sposi<\/em>. La composizione del <em>Requiem<\/em> per Alessandro Manzoni inizia nel 1873, anno in cui Verdi ritorna in possesso della sua partitura originale per il <em>Libera me, Domine<\/em>, composto ben 5 anni prima per la <em>Messa<\/em> di Rossini e mai eseguito. Il Maestro propone il Requiem per Manzoni a Ricordi, il quale a sua volta lo propone al Comune di Milano, con promessa di eseguirlo nel primo <em>anniversario<\/em> della morte del grande letterato. Il Sindaco e la Giunta accettano di buon grado e ringraziano calorosamente Verdi. La <em>Messa da Requiem<\/em> viene finalmente eseguita nella chiesa di San Marco il 22 maggio 1874, con il soprano Teresa Stolz, il mezzosoprano Maria Waldmann, il tenore Giuseppe Coppini e il basso Ormondo Maini diretti dallo stesso Verdi.<\/p>\n<p>Musica sacra per solisti, coro e orchestra dal Teatro Manzoni di Bologna<br \/>Direzione di Michele Mariotti<br \/>Coro e Orchestra del Teatro Comunale di Bologna<br \/>Maestro del coro Lorenzo Fratini <br \/>Musica di Giuseppe Verdi<\/p>\n<p>Interpreti<br \/><em>Soprano<\/em> Tatiana Serjan<br \/><em>Mezzosoprano<\/em>\u00a0Veronica Simeoni <br \/><em>Tenore<\/em> Aquiles Machado<br \/><em>Basso<\/em> Sergey Artamonov<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Nabucodonosor (1842)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l\u2019insuccesso di <em>Un giorno di regno<\/em> l\u2019ancor giovane compositore prende un\u2019affrettata decisione: cambiare mestiere e non comporre mai pi\u00f9. In questo precoce gettare la spugna, Verdi \u00e8 fermamente contrastato da Merelli il quale, nonostante il fiasco, non gli consente di rompere la scrittura, e di l\u00ec a poco lo costringe a leggersi un libretto di Temistocle Solera che Otto Nicolai, il futuro autore di <em>Le Allegre comari di Windsor<\/em>, aveva rifiutato. Il titolo dell\u2019opera \u00e8 <em>Nabucodonosor<\/em>. e Verdi legge, si entusiasma, ma ribadisce il rifiuto riportando il manoscritto in teatro all&#8217;impresario, che per\u00f2 glielo rinfila immediatamente in tasca, e spinge energicamente fuori dal camerino il povero Verdi. Passano cinque mesi, e finalmente Verdi si mette al pianoforte e affronta, per prima, l&#8217;ultima scena, cio\u00e8 l&#8217;aria della morte di Abigaille. In agosto l&#8217;opera \u00e8 gi\u00e0 compiuta e il 9 marzo del 1842 va in scena al Teatro alla Scala di Milano: con il soprano Giuseppina Strepponi nel ruolo di Abigaille, il baritono Giorgio Ronconi protagonista, e il basso Prosper D\u00e9rivis nelle vesti di Zaccaria. \u00c8 un successo colossale. Se le repliche non sono pi\u00f9 di otto, \u00e8 solo perch\u00e9 si \u00e8 giunti alla fine della stagione. Ripresa la stagione il 13 agosto del 1842, l&#8217;opera conta altre cinquantasette repliche ad andare alla fine dello stesso anno. Innumerevoli teatri italiani e alcuni stranieri la accolgono negli anni immediatamente successivi. In uno di questi, il San Giacomo di Corf\u00f9, nel settembre 1844 il nome del protagonista e del titolo, diventano definitivamente <em>Nabucco<\/em>. Il libretto, Temistocle Solera l&#8217;aveva liberamente tratto dall&#8217;omonimo dramma di Anicet-Bourgeois e Francis Cornue, andato in scena nel 1836 all&#8217;Ambigu-Comique di Parigi, e anche dall&#8217;omonimo ballo che il coreografo Antonio Cortesi ne aveva ricavato nel 1838 per la stessa Scala di Milano.<\/p>\n<p>Dramma lirico in quattro parti su Libretto di Temistocle Solera<br \/>Direzione di Daniel Oren<br \/>Coro del Teatro Municipale di Piacenza<br \/>Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini<br \/>Con la partecipazione del Gruppo di Danza Acrobatica Sonics<br \/>Musica di Giuseppe Verdi<\/p>\n<p>Interpreti<br \/><em>Nabucco<\/em> Ambrogio Maestri<br \/><em>Abigaille<\/em> Andrea Gruber<br \/><em>Zaccaria<\/em> Paata Burchuladze<br \/><em>Ismaele<\/em> Nazzareno Antinori<br \/><em>Fenena<\/em> Nino Surguladze<br \/><em>El Gran Sacerdote<\/em> Carlo Striuli<br \/><em>Anna<\/em> Paola Cigna<br \/><em>Abdallo<\/em> Enzo Peroni<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Trilogia popolare: <em>Rigoletto<\/em>,<em> La traviata<\/em> e <em>Il Trovatore<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Rigoletto<\/em>, <em>Il Trovatore<\/em>, <em>La traviata<\/em>. Composte da Verdi in soli tre anni, tra il 1851 e il 1853, nella quiete della campagna emiliana, a Villa di Sant&#8217;Agata di Villanova d\u2019Arda, le opere, tra le pi\u00f9 amate di tutti i tempi, costituiscono una sorta di miracolo creativo. Per la regia di Cristina Mazzavillani Muti, le rappresentazioni si avvicenderanno sul sito seguendo l\u2019ordine cronologico di composizione. Si tratta della registrazione della versione andata in scena al Teatro Alighieri di Ravenna, a novembre 2012 nell\u2019ambito del Ravenna Festival. Da una sola e cangiante scatola scenica usciranno\u00a0 le note della trilogia popolare di Giuseppe Verdi. Grazie infatti ad un ingegnoso modello scenotecnico, capace di scomporsi e ricomporsi in tre diverse scenografie, una sera dopo l&#8217;altra sar\u00e0 possibile partecipare alla cieca vendetta di Rigoletto, a quella sofferta e a lungo attesa di Azucena, e al sacrificio d\u2019amore di Violetta. Una vera e propria maratona lirica, frutto di un lavoro minuzioso di preparazione musicale, vocale, registica e attoriale. Un affascinante labirinto verdiano in cui siamo invitati a perderci. Verdi ha disseminato le tre opere di rimandi e moduli espressivi distinti eppure similari che Cristina Mazzavillani Muti ha rintracciato dando vita ad un unico progetto, grazie anche ad un intenso lavoro di sperimentazione laboratoriale che ha coinvolto e fatto crescere giovani talenti. La Trilogia vede infatti protagonisti l&#8217;Orchestra Giovanile \u201cLuigi Cherubini\u201d e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza, diretti rispettivamente dai maestri Nicola Paszkowski e Corrado Casati, e vanta l&#8217;apporto di un grande team creativo di cui fanno parte un poeta dell\u2019illuminotecnica come Vincent Longuemare, Alvise Vidolin un mago della computer music, lo scenografo Italo Grassi e il costumista Alessandro Lai. Il triplice allestimento, del quale potete visionare sul nostro sito <a href=\"http:\/\/www.giuseppeverdi.it\">www.giuseppeverdi.it<\/a> il libretto di sala, \u00e8 una sfida creativa che parla il linguaggio della lirica utilizzando nuove tecnologie applicate alle voci e alla visione scenica: in particolare la Luce risulta essere l&#8217;autentica protagonista di <em>Rigoletto<\/em>, attraverso un sapiente studio degli equilibri spaziali e sonori che finisce per isolare e ritagliare dal contesto i personaggi affidando loro una dimensione caratteriale e vocale unica. Nel <em>Trovatore<\/em> invece l&#8217;impianto registico si basa sulla Visione: a farsi largo sono la forza atavica dei racconti popolari, le immagini della citt\u00e0 di Ravenna scattate da Enrico Fedrigoli che rimandano a un mondo nomade dominato dall&#8217;archeologia industriale delle torri petrolifere, dalla sacralit\u00e0 immota delle basiliche e dai silenzi senza tempo delle campagne e delle paludi. In <em>Traviata<\/em> l&#8217;elemento chiave \u00e8 dato dal Riflesso: la scena in cui si consuma il drammatico e appassionato amore di Violetta e Alfredo \u00e8 dominata dal riflesso dei grandi specchi che amplificano e moltiplicano i gesti, le emozioni, i sentimenti dei personaggi restituiti a un&#8217;attualit\u00e0 tremenda e sincera. Le opere, con la regia e l&#8217;ideazione scenica di Cristina Mazzavillani Muti, sono una coproduzione di Ravenna Festival, Teatro Alighieri di Ravenna, Fondazione Teatri di Piacenza e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Rigoletto (1851)<\/strong><\/p>\n<p>Il 1850 \u00e8 un anno di grande produttivit\u00e0 per il Maestro: mentre \u00e8 impegnato con la partitura di <em>Stiffelio<\/em> per il Teatro Grande di Trieste, deve assolvere anche ai suoi doveri contrattuali con la Fenice di Venezia. Comunica a Francesco Maria Piave la sua intenzione di musicare un soggetto particolare, con personaggi che avevano gi\u00e0 destato scandalo nella Parigi del 1832: <em>Le Roi s\u2019amuse<\/em> di Victor Hugo. Nonostante le insistenze di Piave con il direttore della Fenice Carlo Marzari, nulla si pu\u00f2 contro la censura, che vieta di rappresentare un re come un cinico libertino. Il librettista e il compositore devono accettare di apporre alcuni cambiamenti all\u2019originale francese: il protagonista, Francesco I re di Francia, viene trasformato in un anonimo Duca di Mantova (peraltro riconoscibile in Vincenzo I Gonzaga) e vengono cambiati molti nomi dei personaggi. Verdi per\u00f2 non vuole il re come protagonista della sua opera, ma il suo buffone di corte. Di qui la scelta definitiva titolo <em>Rigoletto<\/em> (dal francese <em>Tribolet<\/em>), cambiato sempre a causa della censura dopo un provvisorio La maledizione. La sera dell\u201911 marzo 1851 la prima al Teatro La Fenice di Venezia, grande successo di pubblico, con Teresa Brambilla in Gilda (Soprano), Felice Varesi nelle vesti di Rigoletto (Baritono) e Raffaele Mirate in quelle del Duca di Mantova (Tenore). <em>Rigoletto<\/em> \u00e8 la prima in ordine cronologico di quella che viene definita la &#8220;trilogia popolare&#8221; di Giuseppe Verdi, seguita da <em>La traviata<\/em> e <em>Il Trovatore<\/em>.<\/p>\n<p>Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal dramma Le Roi s\u2019amuse di Victor Hugo, dal Teatro Alighieri di Ravenna<br \/>Direzione di Nicola Paszkowski<br \/>Orchestra Giovanile Luigi Cherubini<br \/>Coro del Teatro Municipale di Piacenza<br \/>Maestro del coro Corrado Casati<br \/>Creazione scenica di Cristina Mazzavillani Muti<br \/>Musica di Giuseppe Verdi<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il Trovatore (1853)<\/strong><\/p>\n<p>Un mese dopo il grande successo del <em>Rigoletto<\/em> alla Fenice di Venezia (marzo 1851), Verdi \u00e8 pronto per una nuova impresa teatrale. Il 1851 \u00e8 un anno di grande impegno per il Maestro che da Parigi lavora a distanza con il poeta napoletano Salvatore Cammarano al libretto de <em>Il trovatore<\/em>, ma nel contempo firma il contratto con il Teatro de l\u2019Op\u00e9ra che lo porter\u00e0 a comporre <em>Les V\u00eapres siciliennes<\/em> e assiste alla rappresentazione teatrale de <em>La dame aux cam\u00e9lias<\/em> di Alexandre Dumas figlio che gli dar\u00e0 l\u2019ispirazione per <em>La traviata<\/em>. Nonostante il libretto sia pronto, non c\u2019\u00e8 fretta poich\u00e9 non si \u00e8 ancora deciso a che teatro sarebbe stato destinato <em>Il trovatore<\/em>. Nel 1852, poco prima di ricevere l\u2019onorificenza della Legion d\u2019Onore, Verdi prende accordi definitivi per la rappresentazione dell\u2019opera con il Teatro Apollo di Roma, ma muore Salvatore Cammarano. Il libretto lasciato dal poeta in una versione quasi definitiva, viene sistemato dal giovane Emanuele Bardare, in seguito a qualche imposizione data dalla censura pontificia. Il 19 gennaio 1853 registra lo strepitoso successo de Il trovatore grazie anche ad un cartellone d\u2019eccezione: il tenore Carlo Baucard\u00e9 (Manrico), il soprano Rosina Penco (Leonora), il mezzosoprano Emilia Goggi (Azucena) e il baritono Goivanni Guicciardi (Conte di Luna). <em>Il trovatore<\/em> \u00e8 la seconda opera della &#8220;trilogia popolare&#8221; insieme a <em>Rigoletto<\/em> e <em>La traviata<\/em>.<\/p>\n<p>Dramma in quattro atti e otto quadri, su libretto di Salvatore Cammarano, tratto dalla tragedia <em>El Trovador<\/em> di Antonio Garc\u00eda Guti\u00e9rrez dal Teatro Alighieri di Ravenna<br \/>Direzione di Nicola Paszkowski<br \/>Orchestra Giovanile Luigi Cherubini<br \/>Coro del Teatro Municipale di Piacenza<br \/>Maestro del coro Corrado Casati<br \/>Creazione scenica di Cristina Mazzavillani Muti<br \/>Musica di Giuseppe Verdi<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>La traviata (1853)<\/strong><\/p>\n<p>Terza e ultima opera di uella che viene definita la &#8220;trilogia popolare&#8221; e come succede nel <em>Rigoletto<\/em> e ne <em>Il trovatore<\/em>, la figura del protagonista domina su tutte le altre. Gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni Cinquanta Verdi stava cercando una cantante adatta ad un ruolo difficile, e comunica al direttore della Fenice di Venezia Carlo Marzari, di aver bisogno di una &#8220;donna di prima forza&#8221;. Il soggetto che esigeva una cantante cos\u00ec speciale era stato tratto da Verdi da un dramma molto discusso di Alexandre Dumas figlio. <em>La dame aux cam\u00e9lias<\/em> \u00e8 la storia di un personaggio realmente esistito, Alphonsine Duplessis giovane cortigiana che si era data al vizio nella Parigi degli anni Quaranta e che era entrata anche nella vita di Dumas da lui trasformata nel dramma in Marguerite Gautier. Verdi assiste a una rappresentazione teatrale del dramma a Parigi nel 1851. Gi\u00e0 nel 1852 il libretto di Francesco Maria Piave \u00e8 pronto col titolo di <em>La Traviata<\/em>, ma la censura ne impone un il cambiamento Amore e morte e un\u2019ambientazione non contemporanea ma spostata indietro tempo di almeno un secolo. Il 6 marzo del 1853 sul palcoscenico del Teatro la Fenice di Venezia l\u2019opera riscuote un clamoroso insuccesso da attribuire a numerosi fattori: i cantanti sono inadatti alle parti, compresa la protagonista che non era certo una &#8220;donna di prima forza&#8221;, l\u2019ambientazione contemporanea voluta da Verdi a tutti i costi, ma non apprezzata dal pubblico; l\u2019audacia del soggetto e la novit\u00e0 della partitura. Solo un anno dopo per\u00f2, presentata al Teatro San Benedetto, sempre a Venezia, l\u2019opera riscuote successo, grazie al cast di cantanti e all\u2019ambientazione settecentesca che assecondava i gusti del pubblico del tempo.<\/p>\n<p>Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dal romanzo <em>La dame aux cam\u00e9lias<\/em> di Alexandre Dumas figlio dal Teatro Alighieri di Ravenna<br \/>Direzione di Nicola Paszkowski<br \/>Orchestra Giovanile Luigi Cherubini<br \/>Coro del Teatro Municipale di Piacenza<br \/>Maestro del coro Corrado Casati<br \/>Creazione scenica di Cristina Mazzavillani Muti<br \/>Musica di Giuseppe Verdi<\/p>\n<p>Testi italiani tratti dal sito: <a href=\"http:\/\/www.giuseppeverdi.it\">www.giuseppeverdi.it<\/a> <\/p>\n<p>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.giuseppeverdi.it\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 163px; height: 80px;\" src=\"\/resource\/2013\/03\/24616_f_V200.jpg\" alt=\"Verdi 200\" width=\"188\" height=\"108\" border=\"0\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.circulounion.com\/sitio\/index.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"width: 187px; height: 72px;\" src=\"\/resource\/2013\/03\/24617_f_LogoCircoloUnion.JPG\" alt=\"C\u00edrculo de la Uni\u00f3n\" width=\"269\" height=\"75\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Ambasciata d\u2019Italia in La Paz e il Circolo dell\u2019Unione di La Paz hanno il piacere di presentare un ciclo esclusivo di opere del grande compositore italiano Giuseppe Verdi. 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